--
|
FABIO GRASSO RECENSIONI di concerti Per le recensioni
discografiche vedere Discografia «...Questo giovane
pianista italiano dalla sensibilità estremamente
raffinata … ci ha offerto un’interpretation di due Preludi di Debussy
... in cui il suo tocco ha fatto
meraviglie ... » (Pierre Petit, Le Figaro, 2/6/1996) |
|
|
recensioni |
|
|
|
«...É sorprendente sentire un pianismo che è
certamente virtuoso, ma anche così profondo e generoso. Cerebrale egli lo è sicuramente,
ma il suo modo di suonare cela una vera sensibilità
musicale.» (Michelle Worms, La lettre du musicien:
musiques, Nov. 1998)
«...Cominciare un recital con il Klavierstück XI di Stockhausen e terminarlo
con gli Studi Sinfonici di Schumann testimonia una certa audacia ... La
dimostrazione è stata probante. Tra Stockhausen e Schumann Busoni assicurava
una transizione di abbagliante evidenza. Magnifico
suono, nuances sapientemente dosate con l’intelligenza di colui
che conosce il profondo significato delle opere e ne mette in luce
l’architettura: queste qualità sono proprie di un interprete fuori dal comune»
(Jean Roy, Le Monde de
«...Questo virtuoso si impone soprattutto
per la varietà della sua tavolozza sonora, la concentrazione della sua
esecuzione, e il suo modo di evidenziare le architetture musicali –
quest’ultima qualità era particolarmente apprezzabile negli Studi Sinfonici
di Schumann.» (Paris
17/10/1998 AFP YB/dpn)
«...Certamente non a tutti è dato di dominare, come fa Fabio
Grasso, la monumentale Sonata op. 106 “für das
Hammerklavier” di Beethoven, e di esaltarne la maestà, la profondità, la
poesia.» (Nice matin, 28/10/1996)
« … Col suo linguaggio sottile dalle
sagge dissonanze, i suoi bassi brumosi e i suoi acuti talora folgoranti, le sue
sapienti nuances nelle risonanze, La danza segreta di Maeve di Fabio Grasso è
sicuramente una pagina contemporanea di grande valore!
… Nel Carnaval di Schumann Fabio Grasso si rivela un artista completo, che
eccelle nell’esaltare la varietà dei colori di quest’opera, ma è anche attento
alle sue più segrete confessioni. Da un sottile, continuo lavoro sulle
sfumature, sui climi e sui chiaroscuri scaturisce un’interpretazione che è
costantemente affascinante!» (Denis Lustenberger, Les dernières nouvelles
d’Alsace, 13/7/2000)
«… Il suono di Fabio Grasso
si trasforma in acqua, aria, luce, puro colore teso conoscitivamente verso
l’Assoluto … Particolarmente suggestiva la prima
esecuzione del brano Blumentraum, composto dallo stesso artista. Le rifrazioni
oniriche, ispirate a Jean Paul e alla poetica schumanniana, riescono qui a
creare un mondo personale ove echi espressionisti, le intuizioni freudiane, i
simbolismi di impressionistica memoria si fondono tra
loro restituendo un suono sospeso, senza forza gravitazionale, animato da
improvvise vibratilità cangianti.» (Letizia Michielon,
Il Gazzettino di Venezia, 4/7/2006).